Spedite a Chicago (U.S.A.) per un trapianto due unità di sangue dalla Banca Cordonale

Custodite dalla Regione Puglia e gestite dall'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza
22 Gennaio 2016

Si tratta di due distinte donazioni di una mamma che diede alla luce due bambini, uno nel 2011 e uno nel 2014, e che in entrambe le occasioni decise di donare il sangue cordonale.

Due unità di sangue custodite nella Banca Cordonale della Regione Puglia, gestita dall'IRCCS  Casa Sollievo della Sofferenza, sono partite, martedì 19 gennaio, da San Giovanni Rotondo per raggiungere una clinica di Chicago negli Stati Uniti d'America.

Si tratta di due distinte donazioni di una mamma che diede alla luce due bambini, uno nel 2011 e uno nel 2014, e che in entrambe le occasioni ha scelto di donare il sangue cordonale. Queste due donazioni, esposte nel registro internazionale, sono risultate pienamente compatibili con un paziente americano in attesa di trapianto di midollo o di cellule staminali emopoietiche.

«Si tratta di un rarissimo caso di compatibilità genetica al 100% sia tra le due unità che provengono dalla stessa mamma in due parti differenti, e sia tra le due unità e lo stesso paziente americano - spiega Lazzaro di Mauro, direttore della Banca Cordonale e medico responsabile dell'Unità di Medicina Trasfusionale e Laboratorio Analisi Cliniche dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza. La circostanza è resa ancora più straordinaria  se si considera che solo il 10% delle unità donate è idoneo a essere conservato ed esposto nel registro internazionale, a disposizione di tutti gli ospedali del mondo».

«Ci siamo attivati subito, già dopo il primo contatto del 29 dicembre - ricorda Michele Santodirocco, direttore medico della Banca Cordonale -.Poi sembrava che il paziente non fosse più in grado di ricevere il trapianto. Invece negli ultimi giorni il suo quadro clinico è migliorato e abbiamo subito provveduto a richiedere al ministero tutte le autorizzazioni per spedire in aereo le due unità di sangue, che giungeranno oggi nella città dell'Illinois».

In 9 anni di attività salgono così a 14 le unità sangue cordonale cedute agli ospedali di tutto il mondo: Regno Unito, Stati Uniti (4), Italia (2), Francia (4), Olanda, Danimarca e Israele. Ad oggi, nella banca ospitata nell'Ospedale di San Pio sono state raccolte 14.600 unità, di cui 1.700 bancate.

Il sangue cordonale è ricchissimo di cellule staminali emopoietiche, utilizzabili a scopo di trapianto come terapia salvavita. La  sopravvivenza di molti pazienti affetti da alcune patologie oncologiche, ematologiche, immunologiche e dismetaboliche dell'infanzia e dell'età adulta, a volte rare e gravissime, dipende dalla possibilità di effettuare un trapianto di cellule staminali. Per i pazienti che non hanno un donatore familiare compatibile, il sangue cordonale donato può rappresentare un’efficace alternativa.

La Banca Cordonale, ubicata al poliambulatorio Giovanni Paolo II, raccoglie, analizza e banca, tutte le unità di sangue provenienti dai 14 ospedali pugliesi abilitati. Le donazione sono esclusivamente di tipo allogenico-solidaristiche, cioè rivolte a chiunque nel mondo ne possa aver bisogno, anonime e gratuite. Sono consentite anche donazione dedicate, riservate al nascituro, solo nei casi in cui il neonato o un consanguineo abbiano una patologia, in atto al momento della raccolta, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale. É consentita anche la conservazione di sangue da cordone per uso dedicato nel caso di famiglie ad alto rischio di avere ulteriori figli affetti da malattie geneticamente determinate, per le quali risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da cordone.

Donare il sangue contenuto nel cordone ombelicale durante il parto è una pratica semplice e sicura che non comporta alcun rischio né per la mamma né per il nascituro.