Coppia sangiovannese al Sinodo

Tra le tredici coppie provenienti dai vari continenti per prendere parte al sinodo una solo è italiana
30 Settembre 2014
Peppino Petracca e Lucia Miglionico
Peppino Petracca e Lucia Miglionico

Al sinodo straordinario sulla famiglia convocato dal Papa dal 5 al 19 ottobre a Roma parteciperanno oltre a 191 padri sinodali in rappresentanza dei vescovi di tutto il mondo anche esperti, delegati  e coppie di coniugi. Tra le tredici coppie provenienti dai vari continenti per prendere parte al sinodo una solo è italiana.

Il Papa ha scelto due coniugi garganici: Peppino Petracca e Lucia Miglionico. Peppino e Lucia sono di San Giovanni Rotondo, sposati da 32 anni, quattro figli dai 30 ai 24 anni. Sono entrambi medici, lavorano nell’ospedale di Padre Pio, lei come pediatra oncologa, lui come medico nucleare. “Potete immaginare - ha dichiarato il vescovo Michele Castoro - quale sia stata la nostra sorpresa nel leggere che il Papa ha scelto a partecipare al sinodo una coppia della nostra diocesi. E’ l’unica coppia italiana.

E’ la prima volta nella storia della nostra diocesi che questo avviene. E’ una scelta che ci onora grandemente, che dice la benevolenza del Papa verso questa nostra Chiesa, ma è anche un evento che ci riempie di grande responsabilità”. Da più di trenta anni i coniugi Petracca sono attivi nella pastorale familiare, ambito del quale sono responsabili a livello regionale. Peppino Petracca e Lucia Miglionico, al ritorno delle vacanze, non si aspettavano proprio di ricevere l’annuncio ufficiale di Papa Francesco che li designava al ruolo di “uditori” nell’assise sinodale della Chiesa, con il diritto di prendere la parola intervenendo durante l’assemblea davanti ai rappresentanti dei vescovi di tutto il mondo. “Noi avevamo solo dato la disponibilità al nostro vescovo, che ce l’aveva chiesta, ma non immaginavamo che saremmo stati chiamati”.

La telefonata di mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo è arrivata a fine luglio. All’inizio del mese di agosto da Roma arriva il plico con la comunicazione ufficiale, dopo le vacanze che la coppia sangiovannese aveva fatto a Santiago de Compostela e a Fatima, con la parrocchia di appartenenza. Di situazioni delicate ne affrontano ogni giorno: “Incontriamo le famiglie in parrocchia, accompagniamo i fidanzati, ma soprattutto incontriamo le famiglie nelle loro sofferenze”, dicono spiegando lo speciale legame che c’è tra il loro vissuto lavorativo e l’attività pastorale che svolgono in tutta la Puglia: “Siamo partiti dal cuore della nostra famiglia. Avevamo deciso di sposarci, ma al corso di preparazione al matrimonio avevamo trovato molta spiritualità e poca attenzione alla vita di coppia e ai suoi problemi concreti”.

Fonte: Francesco Bisceglia
Gazzetta del Mezzogiorno