Sangue cordonale da S. Giovanni Rotondo alla Danimarca

Il sangue placentare è ricchissimo di cellule staminali emopoietiche, utilizzabili a scopo di trapianto come terapia salvavita per diverse malattie del sangue
3 Aprile 2014
Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza"
Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza"

Una nuova speranza di vita per un paziente danese grazie alla donazione di sangue cordonale proveniente dall’ospedale garganico. La Banca del sangue cordonale della Regione Puglia (diretta da Lazzaro Di Mauro, primario del reparto di emotrasfusione e immunoematologia), che ha sede nel Poliambulatorio Giovanni Paolo II della Casa Sollievo della Sofferenza, ha ceduto un'unità di sangue cordonale al centro trapianti di Copenaghen per un paziente bisognoso di trapianto.

Si tratta della settima unità, potenzialmente salvavita, che viene ceduta ad altri istituti ospedalieri. Le precedenti sei sono state così destinate: le prime due in Francia in favore di due bambini, la terza al centro trapianti di Napoli in favore di un altro bambino; la quarta in Israele per una bambina; la quinta in Olanda in favore di un adulto e la sesta, invece, era una unità dedicata ceduta al centro trapianti di Pavia in favore di una bambina già malata al momento del parto, per la quale è stata effettuata una donazione dedicata.

Nell’ospedale sangiovannese vengono bancate tutte le donazioni allogenico-solidaristiche e dedicate di sangue placentare provenienti dai 14 ospedali pugliesi abilitati a raccogliere sangue ricavato dalla donazione del cordone delle mamme partorienti. Il sangue placentare è ricchissimo di cellule staminali emopoietiche, utilizzabili a scopo di trapianto come terapia salvavita per diverse malattie del sangue.

In sei anni di attività nella struttura voluta da san Pio da Pietrelcina sono state raccolte all'incirca 11.400 unità di sangue cordonale, con una percentuale di bancaggio del 15% circa. Di queste più di mille unità sono già esposte al registro IBMDR che le mette a disposizione di chiunque al mondo abbia bisogno di un donatore compatibile a scopo di trapianto.

Fonte: Francesco Bisceglia
Gazzetta del Mezzogiorno