Nonna Michela, la centenaria di Padre Pio

''Il frate mi salvò la vita''
14 Febbraio 2014

Una vita “spesa” in devozione a Padre Pio e alla Chiesa, ma anche ai figli e alla famiglia. E’ sintetizzabile così il secolo di vita di Michela Savino, nata a San Giovanni Rotondo. Cento anni compiuti lo scorso 10 febbraio (1914-2014) (alla presenza di sindaco Pompilio e arcivescovo Castoro), nonna Michela vive la sua fanciullezza in una San Giovanni Rotondo di inizio secolo, quello del novecento, che si dibatte tra le ristrettezze del momento ed ha un santo -che in un convento a pochi chilometri dal paese “dialoga” con Cielo- e farà “parlare” di sé in tutto il mondo.

Si sposa all’età di 19 anni con Nicola Vergura da cui ha 9 figli. Si prodiga con instancabile forza alla crescita e all’educazione dei figli e lavora insieme al marito per diversi anni in campagna. Si prende cura della sorella inferma Maria Rosa e vive i primi vent’anni di matrimonio in Via Pirgiano dove ha ereditato dai genitori una piccola casetta. Mentre i primi figli stanno diventando grandi, ottiene un podere nel 1953, e si trasferisce in campagna con il marito e i figli. La guerra non ha “toccato” la sua famiglia, che ne esce al termine del conflitto bellico incolume, e lei ringrazierà sempre il buon Dio di questa grazia.

Risalgono proprio agli anni della guerra gli incontri con Padre Pio. Tre quelli particolarmente significativi: nel primo il frate con le stimmate la invita a non recarsi a Foggia dove avrebbe dovuto sostenere una visita medica. In quel giorno Foggia fu bombardata. Nel secondo gli preannuncia il ritorno del marito Nicola dalla guerra. Nel terzo, pur tra la moltitudine di fedeli che affollava il confessionale e che impediva ogni avvicinamento di sorta al Padre, riesce comunque a passare e a ricevere la benedizione per lei e per il bambino, che senza saperlo, portava in grembo. Donna di grande fede, nonna Michela nella sua lunga permanenza in campagna, non smette mai di dire “l’unica cosa mi manca è la chiesa”.

Rimane vedova nel 1980, dopo appena due anni dal suo ritorno definitivo a San Giovanni Rotondo – dalla campagna- con il marito Nicola, in via Galileo, dove risiede ancora oggi. Solo alcuni acciacchi negli ultimi anni non gli hanno permesso di poter continuare a dire “ la mia vita è casa e chiesa”. Da quel lontano 1980 non ha fatto altro che continuare a stare accanto ai figli, ai nipoti, ai pronipoti e invocare continuamente la benedizione del Signore.

Comune di San Giovanni Rotondo