SERT: chiusura del servizio notturno e festivo, scattano le proteste

Il sindaco scrive a Manfrini direttore ASL: 'Ripristinate il servizio'
11 Giugno 2013
ASL
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Il servizio notturno e festivo di pronta disponibilità del Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) viene soppresso e scoppiano le proteste dei numerosi fruitori del servizio. I quali pensano bene di sottoscrivere un documento di protesta e di “girarlo” ai diversi sindaci del comprensorio (San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, San Nicandro Garganico).

Ma anche ai vertici sanitari, dal direttore dell’Asl di Foggia al direttore del Sert di San Giovanni Rotondo. Missiva inviata anche al Prefetto. Al Comune di San Giovanni Rotondo la vicenda non l’hanno per niente sottovalutata, per le tante ed ovvie implicazioni che la stessa comporta (o meglio potrebbe comportare) e si sono dati da fare tenendo la protesta in debita considerazione. Tanto che il sindaco Luigi Pompilio ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera al direttore generale Asl Manfrini a Foggia in Piazza Libertà.

La mia preoccupazione” scrive Pompilio a Manfrini “e che tale scelta possa provocare un incremento dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei fenomeni criminosi ad esso correlati, oggi invece in forte diminuzione nella nostra città anche grazie all’apporto dei professionisti del Sert”. Pertanto ritengo doveroso scrive ancora il sindaco “da parte mia dare pieno e convinto sostegno ad una civile protesta auspicando che le ragioni che sono a base di questa nuova scelta organizzativa possano essere presto superare ripristinando il servizio soppresso e ridando così serenità a numerose persone bisognose di cure e di sostegno in un periodo della loro vita così difficile e impegnativo.

I firmatari della missiva di protesta nonché fruitori del Sert hanno inoltre evidenziato che tale soppressione, oltre a provocare l’interruzione dell’assistenza nelle fasce orarie prime coperte dal servizio, si riflette negativamente su di essi anche nella sfera lavorativa, visto che molto spesso questi svolgono lavori precari, privi di quelle tutele necessarie per poter portare avanti il programma di cura durante la settimana. “Aiutateci” è il grido di allarme dei fruitori del Sert “non possiamo perdere la giornata di lavoro, che già manca, per curarci. Le persone come noi che hanno bisogno del Sert di notte oppure la domenica, come faranno a curarsi?” è l’interrogativo.