'Fremito d'ali - la vita di Padre Pio vista dagli Angeli'

Il musical scritto e diretto da Carlo Tedeschi torna a San Giovanni Rotondo
31 Maggio 2012
'Fremito d'ali'
'Fremito d'ali'

Arriva a San Giovanni Rotondo il musical sulla vita di Padre Pio, firmato da Carlo Tedeschi, che marca soprattutto l’adolescenza del  giovane Francesco (Padre Pio) e della sua scelta dopo i travagli comuni  ad ogni giovane. Dopo i consensi raccolti copiosamente in tutta Italia  nel corso degli ultimi anni, lo spettacolo “Un fremito d’ali - la  vita di Padre Pio vista dagli Angeli” scritto e diretto da Carlo  Tedeschi, torna a San Giovanni Rotondo dove fu rappresentato già in  passato sul sagrato del santuario San Pio, davanti a sedicimila  persone,  dopo una lunga tournee in Sicilia e in Sardegna.

Il musical sulla vita del Santo andrà in scena all'Auditorium Mary Pyle  della chiesa di San Pio da Pietrelcina in collaborazione con i frati  cappuccini e patrocinato dal Comune di San Giovanni Rotondo e Frati  Minori Cappuccini nelle seguenti date: 2 - 11- 12- 13 - 22- 23 - 28- 29  giugno e ancora il 6 - 7 - 8 luglio alle ore 11:15, 14:30, 16:30.

La colonna sonora di forte impatto e le emozioni suscitate dalle  suggestive coreografie, in particolare della battaglia tra angeli e  demoni, hanno già riscosso l'apprezzamento della critica. Lo spettacolo  inoltre, propone effetti speciali già sperimentati con successo da  Tedeschi nel musical “Patto di Luce” in pianta stabile a Rimini.

La vita del Santo di Pietrelcina si visualizza nello spettacolo con  rapidi flash di stampo cinematografico che, fedeli alle fonti storiche  ufficiali, la descrivono, la rendono fruibile, la donano ,come spiega  lo  stesso Tedeschi, attraverso uno straordinario strumento: gli occhi  degli  Angeli. Il musical, infatti, si struttura nel particolare rapporto che  il Santo ha con il mondo dell’invisibile ed evidenzia gli aspetti più  mistici, ma anche quelli più umani di una personalità sostenuta da una  fede incrollabile. La figura di Padre Pio incarna le aspettative, la  ricerca, la lotta dei giovani. È uno dei giovani del mondo che si  affaccia alla vita sentendosi spinto verso qualcosa da decifrare nel  tempo ed è soprattutto ai giovani che quest’opera è dedicata,  giovani che potranno in tal modo riscoprire nella figura del santo un  nuovo modo di vivere la bellezza della spiritualità. Le musiche sono di  Stefano Natale e Andrea Tosi, le coreografie di Gianluca Raponi. Fedele  alla propria vocazione cristiana che permea gran parte della sua  produzione, Tedeschi ha accettato l’invito si scrivere il musical  realizzando uno spettacolo semplice, immediato, comprensibile a  chiunque, come lo era il linguaggio del santo, e pertanto di grande  stimolo per chi voglia trovare o ritrovare una fede vera, sentita,  vissuta nella concretezza. Come ad Assisi il musical Chiara di Dio  sempre di Tedeschi in pianta stabile da 3 anni e mezzo è un esperimento  che ha avuto grande successo cosi si inizia una nuova avventura a San  Giovanni Rotondo quella di offrire ai pellegrini una immediata lettura  della spiritualità del santo e del messaggio che ne consegue.

La vita di Padre Pio da Pietrelcina, San Pio, si visualizza nello  spettacolo attraverso gli occhi degli angeli, sempre presenti. Accanto  a  questi s’avvicendano creature diaboliche, uomini maestosi, personaggi  celesti che portano alla luce ciò che non si vede, l’invisibile della  vita di Francesco Forgione. Un ragazzo come tanti, fisicamente debole,  fragile, colmo di ansie, paure, timori, angosce, ricco però della  spinta, ricercata e voluta, verso il bene, il buono, il bello ed il  pulito. È un giovane che s’innamora dell’amore di Dio, al quale da  spazio in sé. Un amore di cui non può più fare a meno, un amore che  gli costa lotte e sacrifici. È fedele all’invito dell’Uomo  Maestoso, come egli stesso lo definisce, a combattere contro un uomo di  smisurata altezza con volto orrendo. In premio gli offre una corona ed  un’altra, più preziosa ancora, d’oro e a forma d’aureola, lo  cingerà se lotterà oltre, fino alla fine. Il giovane, che prenderà il  nome di padre Pio, continua così la sua vicenda terrena, attraverso una  lotta spietata, in virtù dello speciale sentimento che lo lega  all’Uomo Maestoso. In una toccante coreografia, l’anima fremente di  padre Pio si rende visibile in un danzatore che, “uscendo” dal  corpo, balla uno struggente “dialogo interiore”, come allo specchio.
 Gli occhi del suo Angelo Custode, che teneramente chiama Angiolino mio,  lo guardano dolcemente, appassionatamente e con l’angustia perenne che  possa perdersi, che possa non sentire più la sua presenza o non voglia  più ascoltarlo né incontrarlo, come solitamente accade nelle estasi.
 Viviamo, insieme all’Angelo, le sue trepidazioni così come il suo  amore per Padre Pio, riflesso splendido dell’amore di Dio, che lo  soccorre quando è giovane e poi uomo maturo. Amore che inala in lui il  respiro di Dio, che lo sostiene nel vivere la sofferenza di Gesù mentre  si fonde nel Signore e questi nella sua creatura, che docilmente  diviene, anche nella carne, un altro Gesù. Il cielo si apre a noi,  l’invisibile si rende visibile, l’impossibile possibile nelle carni  del giovane ragazzo di campagna, che balza agli onori del cielo per  aver  seguito una voce, donata a tutti e che in lui trova la docilità
 dell’ascolto: “Ubi est Deus tuus?”. Lo vediamo, alla fine della  vita, esausto, accasciato sulla poltrona, a testa china, mentre  l’anima abbandona il corpo ed il suo Angelo, innamorato, la può  finalmente accarezzare, stringere, toccare e accompagnare, ormai  sicuro,  che il loro amore sarà in un fremito d’ali per sempre luce di Dio.

 INFO: al numero 333-8083854

 

Comune di San Giovanni Rotondo