La relazione geologica e la Carta di Sintesi
Nella seduta di Giunta che ha approvato il DPP (Documento Programmatico Preliminare) del PUG (Piano Urbanistico Generale), l'esecutivo ha preso atto anche della relazione geologica e della relativa "Carta di Sintesi".
La Carta di Sintesi raccoglie in un unico elaborato le informazioni peculiari riguardanti i caratteri geologico-naturali, geotecnici e idraulici-idrogeologici relativi alle pericolosità ed ai vincoli.
In essa è rappresentato il territorio per aree omogenee in relazione a tutti i caratteri sopra citati. Scopo della Carta di Sintesi è fornire un quadro completo degli elementi utili e accessori alla pianificazione urbanistica.
Nello specifico, viene rappresentato quanto segue:
- Aree pericolose per l'instabilità dei versanti
- Aree vulnerabili sotto l'aspetto idrogeologico
- Aree vulnerabili sotto l'aspetto idraulico
- Aree con scadenti caratteristiche geotecniche
- Aree da salvaguardare ("geositi")
- Elementi e vincoli all'uso del territorio.
I risultati di questo studio, delle indagini e dei calcoli, hanno consentito di trarre le seguenti principali stime e conclusioni:
- Dalla ricerca storica e dal rilevamento sul campo è stata individuata un'area fratturata e/o disturbata, dovuta principalmente alla lineazione tettonica nota come "Faglia di Valle Carbonara" (orientata E-W). Essendo tale faglia attiva, si deve considerare la zona urbana a rischio sismico.
- La litologia affiorante nell'area in esame è costituita da rocce sedimentarie prevalentemente carbonatiche di origine chimica, ascrivibili alle facies di back-reef (retroscogliera) giurassiche. Inoltre, nel territorio di San Giovanni Rotondo appaiono piccoli affioramenti di sedimenti marini di età più giovane (calcareniti). Completano il quadro alcuni depositi di età quaternaria o recenti come i sedimenti lacustri del Pantano di Sant'Egidio ed i canoidi detritici ai piedi dei pendii dei monti garganici.
- L'assetto geostrutturale del promontorio garganico è il risultato riconoscibile di due fasi tettoniche disgiunte, risalenti al Plicene inferiore-medio, ampiamente descritte nella relazione.
- La morfologia complessiva della zona è plasmata da un carsismo epigeo ed ipogeo diffuso, successivamente interessata da un'attività tetto nica. I principali depositi continentali riscontrati risultano essere: depositi fluviali e fluvio-lacustri, detriti di falda, coni fluvio-detritici, frane e terreni di riporto.
- Cartografare gli elementi geologici, geomorfologici, idraulici, idrogeologici e sismici.
- Cartografare un'area in cui si può individuare un potenziale pericolo geomorfologico determinato da instabilità di versante, aree soggette a pericolosità idraulica e aree con scadenti caratteristiche geotecniche.
- Individuare e cartografare aree a diversa classe di fattibilità per la stesura della carta di fattibilità geologica.
- Segnalare aree di particolare interesse scientifico-paesaggistico ("geositi") da tutelare, salvaguardare e valorizzare.
