Passa la nomina dei revisori dei conti ma è l'unico punto d'intesa in consiglio

Per l’opposizione è un segnale di debolezza della giunta Giuliani
14 Gennaio 2010
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Due accapi evasi e otto rinviati. E’ il bilancio del Consiglio Comunale di San Giovanni Rotondo. Una seduta che si è contraddistinta però per il botta e risposta tra maggioranza e opposizione sullo stato di salute dell’amministrazione, che non è buono secondo l’opposizione. Dopo la figura barbina della coalizione sulla mancata nomina del Collegio revisori dei Conti della scorsa seduta (quando il Pd chiese la sospensione e poi non rientrò in aula, dando poi la stura alle iniziative del presidente del consiglio comunale di provvedere da par suo alla nomina di tre componenti, nomina poi azzerata da Giuliani) questa volta tutto è filato liscio almeno su questo accapo.   

Non certo sul resto. Nunzio Angiola, docente dell’Università di Foggia (quale presidente), Michele Scarale e Maria De Bonis sono i tre componenti eletti del Collegio Revisori dei Conti. Nomina fatta con netto ritardo e ben oltre i termini di scadenza previsti. Ma tant’è….   Ma è sullo stato di salute della coalizione (Pd e dintorni) che sorregge la giunta Giuliani che si è consumata la polemica tra maggioranza ed opposizione. Al tentativo, da più parti definito infruttuoso, di alcuni esponenti del Pd di derubricare le continue fibrillazioni di questi mesi a semplice dialettica interna al partito, è insorta la opposizione di centrodestra.

Al Pd è stato infatti ricordato, in particolare da Matteo Cappucci, rappresentante della formazione politica “Agire Insieme” (ma sono intervenuti anche Mauro Cappucci, capogruppo Pdl e Michele Di Iorio de La Destra) e che siede tra i banchi della opposizione, che non più tardi di due mesi fa   proprio qualcuno del Pd ammise in Consiglio Comunale, e quindi ufficializzò in sostanza, lo stato di crisi in cui versava la maggioranza, invitando tutti a riflettere. Il fatto che poi non sia accaduto nulla, non ha però sorpreso nessuno in città. Anzi…Vogliono far credere, denotando memoria corta, che sono sempre andati d’amore e d’accordo, ma quando mai ironizzano dal Pdl.

Fonte: Francesco Trotta
Gazzetta del Mezzogiorno del 13/01/10